Il Parmigiano Reggiano è stato salvato anche dalla corsa all’acquisto degli italiani che hanno portato a casa per solidarietà oltre un milione di chili del prestigioso formaggio che, recuperato dalle macerie dei magazzini, è diventato il prodotto simbolo del sisma. E’ la Coldiretti a tracciare il bilancio del terremoto ad un anno dalle drammatiche scosse che hanno fatto cadere a terra quasi 600.000 forme di parmigiano, danneggiato gravemente 37 caseifici di Modena, Reggio Emilia, Mantova e Bologna e oltre 600 allevamenti. Grazie alle vendite solidali attuate dalla Coldiretti attraverso i mercati e le botteghe di Campagna Amica e quelle attraverso le principali catene distributive si è generata una enorme catena di solidarietà anche via internet che ha salvato dal fallimento stalle, caseifici e magazzini e sostenuto la ripresa dell’economia e dell’occupazione del territorio.
In tale ambito l’iniziativa messa in campo dalla Coldiretti Valdostana ha avuto enorme successo. Malgrado le prime difficoltà – ben comprensibili – nel fornire il prodotto si è riusciti a soddisfare, entro settembre scorso, le richieste ammontanti a oltre 11mila chilogrammi di prodotto (11.116) per un totale di 9.260 punte di parmigiano, oltre a 22 forme intere. Il contributo complessivo è stato di quasi 164.000 euro, suddivisi tra 153.000 di prodotto, 2.200 di trasporti e 8.750 euro di confezionamento sotto vuoto. ( sia il trasporto che il confezionamento è stato affidato – volutamente – a ditte emiliane)
Al lavoro messo a disposizione dalla struttura valdostana di Coldiretti ha dato grande supporto logistico la Cooperativa Produttori Fontina, attraverso la messa a disposizione dei magazzini. Oltre a tale iniziativa ricordiamo le molte altre, nate spontaneamente sul territorio. Tra le tante ricordiamo la vendita solidale che si è svolta alla festa del Lardo Di Arnad.
Nonostante le procedure di rilevamento dei danni e gli stanziamenti dei fondi in tempi sufficientemente veloci grazie all’impegno delle Istituzioni regionali, una burocrazia estremamente frammentata tra regole e pubblica amministrazione ha impedito - sottolinea la Coldiretti - che i finanziamenti, pur disponibili, raggiungessero cittadini e imprenditori in tempi adeguati alla gravità dell’evento. Le circa seimila aziende agricole danneggiate (il 25 per cento delle 23.500 imprese totali danneggiate rilevate dalla Protezione Civile) in dodici mesi non hanno ricevuto neanche un euro. Si tratta di una situazione paradossale - sottolinea Coldiretti - in quanto i soldi sono stati stanziati ma non riescono ad arrivare alle imprese. Si è creata una situazione di stallo – spiega Coldiretti – soprattutto a causa di un rimpallo di responsabilità tra professionisti, Comuni, struttura commissariale, Regione prigionieri di regole e norme urbanistiche non chiare e molto frammentate, con l’aggravante delle banche che procedono molto lentamente nella concessione del credito, anche se c’è la garanzia della Cassa depositi e Prestiti. Gli imprenditori agricoli sono quindi ripartiti - conclude la Coldiretti - mettendo mano ai loro risparmi per acquistare macchine, mettere in sicurezza edifici e lavorare i loro prodotti, assicurando continuità sul mercato.