L’effetto credit crunch si fa sentire anche nel settore agricolo dove calano i finanziamenti e aumentano le sofferenze con 16207 imprese in difficoltà e uno stock di 4,2 miliardi di sofferenze.
"Nel primo periodo del 2013 si è osservato un trend rialzista delle sofferenze, con l`incidenza dei finanziamenti in default verso il 10 per cento e picchi del 25 per cento in alcune aree" ha affermato Roberto Grassa direttore generale di CreditAgri Italia, consorzio fidi della Coldiretti.
C’e’ ancora voglia di investire ma dall`inizio 2013 - ha concluso Grassa - si è verificato un netto rallentamento della gestione dell`iter istruttorio presso le maggiori banche attive nel settore del credito agrario, con un preoccupante blocco dei processi di investimento, in particolar modo legati ai rinnovi degli impianti e macchinari.
Secondo Ismea l'ultimo trimestre del 2012 ha visto una flessione di quasi il 20% dei prestiti di lungo periodo (che costituiscono la componente maggioritaria delle operazioni di credito agrario), una lieve crescita dei prestiti a medio termine e una vera e propria impennata (+75,5%) di quelli di breve periodo. Un fenomeno che riflette l'attuale difficoltà delle imprese agricole nell'affrontare la gestione ordinaria, a causa dell'aumento sia dei prezzi dei mezzi correnti di produzione, sia dei crediti aziendali inesigibili.
22 Marzo 2013
Crolla il credito agrario, -22% erogazioni nel 2012