22 Luglio 2014
PSR: La Crisi taglia il finanziamento aggiuntivo regionale

I tempi di crisi si sono fatti pesantemente sentire e il tema centrale è stato quello delle risorse aggiuntive che la Regione – in una procedure denominata “tot-up”, una sorta di recupero dal bilancio regionale – aveva destinato al PSR nella scorsa programmazione. Si tratta di ben cinquanta milioni di euro sulle misure a superficie – indennità compensativa e misure ambientali.
Salvo questa (peraltro forte) criticità l’impegno finanziario delle due programmazioni risulta in equilibrio. “Equilibrio” sembra un buon risultato in questi tempi ma – ricordiamolo – vuol dire soltanto portare il sostegno del 2007 al 2020 senza niente di più.
La nostra Associazione ha prodotto nell’ordine una scheda progetto sottoscritta con l’Arev, un secondo documento di valorizzazione del territorio dell’allevamento e delle produzioni con Arev e Cia, un documento – inviato a giugno – al presidente della Giunta, all’Assessore all’Agricoltura e all’Autorità di gestione del PSR. Sono poi seguiti numerosi e costanti incontri con l’Assessorato stesso e l’audizione in III Commissione Regionale Consigliare.
Le tesi sostenute sono state le seguenti:
• Le misure a superficie sono pressoché gli unici interventi che vengono erogati direttamente alle imprese agricole per la loro attività sul territorio; compensano solo parzialmente le difficoltà che il territorio stesso e l’ambiente provocano alla azienda e ricevono “un premio” per il corretto comportamento aziendale dal punto di vista ambientale, azione di cui beneficia per la società intera. Per tali motivi abbiamo chiesto che le misure vengano finanziate almeno così come sinora accaduto.
• Le simulazioni sul primo pilastro della PAC devono ritenersi quello che sono cioè delle simulazioni e, mediamente, non ci pare ipotizzabile che le misure del primo pilastro, pur in aumento, possano compensare i cinquanta milioni di euro che mancano sulle due misure.
• Vi è, all’interno del PSR, la possibilità di reperire risorse che, spostate da altri capitoli possano intervenire a sostegno dei premi a superficie. Le proposte hanno riguardato:
a) Il capitolo degli investimenti ove, praticamente, sono stati inseriti circa 30 milioni di euro. Si introducono così nel PSR alcune misure che erano previste nella legge 32 in conto capitale ( c.d. a fondo perso). Tali misure sono indispensabili per giovani e per azioni di ristrutturazioni fondiarie ma, ci pare, che sulla somma totale destinata ( ben quasi 28 milioni di euro) si possa trovare un risparmio, da destinare all’aiuto in conto interessi attraverso mutui agevolati e fondi di rotazione.
b) In ambito della progettazione Leader si rilevano ben 9 milioni di euro destinati ai Gal. E’ probabilmente – e i motivi non sono ascrivibili a responsabilità specifiche ma alla complessità della materia – una situazione in cui non si è riusciti a scaricare sul patrimonio rurale complessivo tutto l’investimento eseguito per cui si è chiesta una riflessione su questo capitolo, certamente non sulle attività da mettere in campo ma sulla cifra complessiva di nove milioni di euro.
c) In ambito di politiche di investimenti nello sviluppo delle aree forestali rilevando anche qui il finanziamento di 5,5 milioni di euro e il fatto che i beneficiari delle misure siano principalmente legati alla P.A. si è chiesto una riflessione che possa portare ad eventuali risparmi e ad una più specifica destinazione delle risorse anche verso il mondo agricolo.

Altra proposta maturata nelle discussioni è stata quella di trovare delle risorse che possano garantire una “caduta morbida” andando a finanziare non più i 50 milioni mancanti – oggettivamente difficili da reperire – ma almeno il corrispondente delle prime tre annualità per dare garanzia di continuità agli aiuti almeno per tale periodo, poi le norme sul primo pilastro saranno meglio definite (vedi art. a pagina 5/6) e si potrà capire se si possono apportare modifiche nella revisione di medio termine. Allo studio, nella stessa ottica, una progressività a “a scendere” delle misure a superficie proporzionale al premio “ a salire” del primo pilastro.