1 Giugno 2016
“Firmato il decreto sull’obbligo dell’origine in etichetta per latte e formaggi” – DI SEGUITO TUTTE LE NOVITA TECNICHE DEL DECRETO

“Il governo ha firmato e inviato a Bruxelles il decreto che introduce l’obbligo dell’origine in etichetta per il latte e gli altri prodotti trasformati”. L'atteso annuncio e stato fatto dal premier Matteo Renzi agli allevatori della Coldiretti nel corso della Giornata nazionale del latte organizzata a Milano con la presenza, tra gli altri, del presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, e del Ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. “L'agricoltura - ha aggiunto il Presidente del Consiglio - deve tornare a essere centrale per il paese".

“Una svolta determinante per valorizzare il Made in Italy con la trasparenza dell’informazione ai consumatori resa possibile dall’impegno del premier Matteo Renzi e dei Ministri dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e delle Politiche Agricole Maurizio Martina ai quali siamo profondamente grati - ha commentato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo -. Con questo provvedimento l’Italia – sostiene Moncalvo - si pone all’avanguardia nelle politiche rivolte alla tutela della qualità e della sicurezza alimentare a sostegno della competitività di una filiera latte che vale 28 miliardi di euro e offre opportunità di lavoro a 120mila persone solo nelle stalle. Fare chiarezza in Italia – conclude Moncalvo - ci rende più forti e coerenti nella lotta all’Italian sounding che vede il Ministero dello Sviluppo Economico e l’intero Governo impegnati in una campagna per far riconoscere il vero cibo italiano nel mondo, per la prima volta nella storia”.

Con l’etichettatura di origine si dice finalmente basta all’inganno del falso Made in Italy che riguarda tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri mentre la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero, ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio riportarlo in etichetta.

Gli 1,7 milioni di mucche da latte presenti in Italia possono finalmente mettere la firma sulla propria produzione di latte, formaggi e yogurt che è garantita a livelli di sicurezza e qualità superiore grazie al sistema di controlli realizzato dalla rete di veterinari più estesa d’Europa, ma anche ai primati conquistati a livello comunitario con la leadership europea con 49 formaggi a denominazione di origine realizzati sulla base di specifici disciplinari di produzione.

Ad essere tutelati sono 120mila posti di lavoro nell’attività di allevamento da latte che generano lungo la filiera un fatturato di 28 miliardi che è la voce più importante dell’agroalimentare italiano dal punto di vista economico, ma anche da quello dell’immagine del Made in Italy. La scelta di trasparenza fatta in Italia è importante per essere piu’ forti anche nella lotta all’agropirateria internazionale sui mercati esteri dove i formaggi Made in Italy hanno fatturato ben 2,3 miliardi (+5%) nel 2015.

Etichetta d'origine per latte e formaggi, ecco le novità del decreto

cON n l’invio a Bruxelles è stato avviato l’iter dello schema di decreto che introduce l’indicazione obbligatoria dell’origine per i prodotti lattiero caseari in Italia. Questo sistema sperimentale consentirà di indicare con chiarezza al consumatore la provenienza delle materie prime di molti prodotti come latte, burro, yogurt, mozzarella, formaggi e latticini.

Il decreto in particolare prevede che il latte o i suoi derivati dovranno avere obbligatoriamente indicata l’origine della materia prima in etichetta con le seguenti diciture:
a) “paese di mungitura: nome del paese nel quale è stato munto il latte”;

b) “paese di confezionamento: nome del paese in cui il prodotto è stato confezionato”

c) “paese di trasformazione: nome del paese nel quale è stato trasformato il latte”;

Qualora il latte o il latte utilizzato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari, sia stato munto, confezionato e trasformato, nello stesso paese, l’indicazione di origine può essere assolta con l’utilizzo di una sola dicitura: ad esempio “ORIGINE DEL LATTE: ITALIA”.
In ogni caso sarà obbligatorio indicare espressamente il paese di mungitura del latte.

Se le fasi di confezionamento e trasformazione avvengono nel territorio di più paesi, diversi dall’Italia, possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture:
- origine del latte: paesi UE
- origine del latte: paesi NON UE
- origine del latte: paesi UE E NON UE.

Sono esclusi solo i prodotti Dop e Igp che hanno già disciplinari relativi anche all’origine e il latte fresco già tracciato.