VOUCHER: SERVE UNO STRUMENTO PER L’AGRICOLTURA
L’abrogazione dei voucher favorisce il sommerso in agricoltura dove i buoni lavoro sono nati e non si sono verificati gli abusi degli altri settori anche perché nelle campagne i beneficiari possono essere soltanto pensionati e giovani studenti, tra l'altro impiegati esclusivamente in attività stagionali. Su 75 milioni di voucher usati nei primi sei mesi del 2016 appena 765mila (l'1,09%) sono stati impiegati nelle campagne dove sono stati introdotti inizialmente per la vendemmia nel 2008. Da allora – spiega la Coldiretti- il sistema dei voucher ha consentito nel tempo di coniugare gli interessi dell’impresa agricola - per il suo basso livello di burocrazia – con quelli di pensionati, studenti e disoccupati - per le opportunità di integrazione al reddito nel rispetto della legalità.
Occorre individuare immediatamente uno strumento ad hoc che sostituisca i voucher e che tenga conto delle specifiche caratteristiche di stagionalità dell’agricoltura come avviene in tutti Paesi dell’Unione Europea.
Con la cancellazione dei voucher – continua la Coldiretti – si mettono a rischio le produzioni agricole e si perdono opportunità di lavoro nei campi per integrare il proprio reddito 50mila giovani studenti, pensionati e cassa integrati impiegati esclusivamente in attività stagionali che in agricoltura ne sono gli unici possibili beneficiari.
Per intervenire su quelli che sembrano abusi verificatisi in altri settori si penalizzano tutti e si perde uno strumento che ha consentito nel tempo di coniugare gli interessi dell’impresa agricola per il basso livello di burocrazia con la domanda di lavoro di giovani studenti e pensionati in cerca di un reddito occasionale da percepire in forma corretta.