11 Gennaio 2017
Ok alla manovra, le misure per le aziende agricole

Con il via libera definitivo alla manovra di Bilancio sono state approvate importanti misure per la competitività del settore agricolo che vanno dall’insediamento dei giovani al taglio della fiscalità per liberare risorse agli investimenti, dall’aumento delle pensioni agricole da fame al sostegno alla produzione dei cereali contro il rischio desertificazione. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che con il provvedimento si riconosce il valore strategico dell’agricoltura nelle politiche del Paese a sostegno della ripresa economica ed occupazionale ma anche per gli effetti positivi sul piano ambientale, paesaggistico e culturale che tutti i cittadini possono apprezzare. Dopo la cancellazione di Imu e Irap la manovra prevede innanzitutto l’esenzione ai fini Irpef per il triennio 2017-2019 dei redditi dominicali e agrari relativi ai terreni condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. Pertanto per il triennio 2017-2019 i redditi dominicali e agrari dei terreni non concorreranno alla formazione della base imponibile IRPEF (e relative addizionali) di coltivatori diretti (CD) e imprenditori agricoli professionali (IAP), iscritti nella previdenza agricola. Per gli IAP, il D.Lgs. n. 99/2004, oltre alle persone fisiche, comprende anche le società di persone, le società di capitali e le società cooperative. Poiché però l’agevolazione è limitata ai fini “dell’imposta sul reddito delle persone fisiche” (IRPEF), l’esclusione o esenzione abbraccia solo le società di persone agricole (società semplici, società in nome collettivo, società in accomandita semplice). Poiché i terreni agricoli posseduti e direttamente condotti dai CD e dagli IAP sono stati esclusi dall’imposizione IMU già dall’anno 2016, i relativi redditi dominicali sarebbero rientrati nella base imponibile IRPEF, se non fosse intervenuta la novità che, per il triennio 2017-2019, ha stabilito l’inapplicabilità dell’IRPEF (e relative addizionali) per i redditi sia dominicali che agrari. Naturalmente in caso di terreno concesso in affitto o in comodato al CD o allo IAP, l’esclusione o esenzione IRPEF opera soltanto per il relativo reddito agrario, dato che il reddito dominicale va dichiarato dal proprietario. Il provvedimento interessa oltre 300mila aziende agricole, per un risparmio di 230 milioni di euro per il 2018 e di 135 milioni di euro per il 2019-2020.
Previsto anche l’esonero contributivo triennale (2017-2019) per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, con età inferiore a 40 anni, che si iscrivono per la prima volta alla previdenza agricola nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2017. L’esenzione è stata estesa anche ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali con età inferiore a 40 anni iscritti nella previdenza agricola nel 2016 e le cui aziende sono ubicate nei territori montani e nelle aree svantaggiate. Nei due anni successivi (2020-2021) l’esonero riguarderà il 66 per cento e il 50 per cento dei contributi. Grazie a questa misura i giovani agricoltori risparmieranno così ben 72 milioni di euro nei prossimi 5 anni.
Altra novità ha confermato l’innalzamento delle percentuali di compensazione IVA sulle cessioni di animali vivi della specie sia bovina (e bufalina) che suina. Un decreto interministeriale, da adottare entro il 31 gennaio 2017, dovrà fissare le misure nei limiti massimi del 7,7% (bovini e bufali) e dell’8% (suini), con un maggior ricavo per i produttori agricoli di 20 milioni di euro.
Con riferimento alla ppc, viene introdotta l’eliminazione dell’applicazione dell’imposta catastale pari all’1% per i trasferimenti di terreni agricoli siti in territori montani, mentre le imposte di registro e ipotecaria sono già previste nella misura fissa (200 euro per tributo). In buona sostanza la novella ha ristabilito il beneficio fiscale riferibile ai trasferimenti di proprietà a qualsiasi titolo di fondi rustici nei territori montani, finalizzati all’arrotondamento o all’accorpamento della proprietà diretta-coltivatrice, con estensione alle cooperative agricole di conduzione. Le agevolazioni fiscali consistono nell’esenzione dal pagamento dell’imposta catastale e nell’applicazione delle imposte di registro e ipotecaria in misura fissa.
Ancora, vengono riconosciuti tra i beneficiari del credito d’imposta (strutture ricettive turistico-alberghiere), anche le strutture che svolgono l’attività agrituristica, come definita dalla L. n. 96/2006 e dalle relative norme regionali. Tale credito d’imposta è dunque riconosciuto anche per i periodi d’imposta 2017 e 2018, nella misura del 65% delle spese sostenute, a condizione che gli interventi abbiano le finalità stabilite dal comma 2 del citato art. 10 (interventi di ristrutturazione edilizia, interventi di eliminazione delle barriere architettoniche o interventi di incremento dell’efficienza energetica).
Per 800mila coltivatori pensionati arriva inoltre la quattordicesima. Gli aumenti vanno ad aggiungersi agli importi attualmente erogati (si passerà così da 336 a 437 euro, da 420 a 546 euro, da 504 a 655 euro annui) e saranno dati con la prossima mensilità di luglio 2017.
Prorogato di due anni infine, fino al 31 dicembre 2018, anche per le imprese agricole il termine per la concessione dei finanziamenti agevolati per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte delle piccole e medie imprese (la cosiddetta Nuova Sabatini). Prorogati, poi, i termini per la rivalutazione di quote e terreni da parte delle persone fisiche, confermando l’aliquota dell'8 per cento in relazione alla relativa imposta sostitutiva. Interventi importanti anche su terremoto, biodiversità, consumo di suolo