Politica agricola comune più forte per rispondere alle nuove sfide, compresa quella ambientale, flessibilità per gli Stati nella scelta delle decisioni che meglio rispondono alle specificità locali, semplificazione e riduzione degli oneri amministrativi, mantenimento dei i regimi di pagamenti per superficie disaccoppiati e delle organizzazioni comuni dei mercati come rete di sicurezza per le crisi di mercato. Sono alcuni dei punti delle conclusioni della presidenza del Consiglio Ue Agricoltura e pesca che si è svolto il 19 marzo scorso. Il documento è stato approvato da 23 Stati tra cui l’Italia.
Il documento ha sottolineato che la Pac deve essere ulteriormente migliorata “rendendola più verde, più semplice e più orientata ai risultati” e che quindi deve contare su un adeguato livello di sostegno. Il Consiglio si è espresso favorevolmente all’idea che gli stati membri, nel quadro di una Pac più efficiente, possano godere di maggiore flessibilità e sussidiarietà anche se mette in guardia dal rischio di frammentazione della politica agricola comune e invita a garantire una situazione di parità tra i partner.
Un altro aspetto evidenziato è quello della semplificazione e dunque alla Commissione vengono richiesti piani strategici semplici e indicatori realistici, quantificabili, controllabili e applicabili alle realtà locali. Un’altra priorità è il miglioramento della vita nelle zone rurali promuovendo la crescita, il ricambio generazionale, la creazione di posti di lavoro, la bioeconomia e l’economia circolare. In particolare per quanto riguarda i giovani il Consiglio chiede che la Pac migliori gli strumenti disponibili sia nel primo pilastro che nello Sviluppo rurale .