12 Dicembre 2012
“Terremoto” al Ministero delle Politiche agricole, undici arresti per appalti truccati
Una corruzione “diffusa”', capace di inquinare “quasi tutte” le attività del ministero; un manipolo di funzionari pubblici disposti a truccare anche gli appalti per le iniziative dedicate ai bambini delle scuole; dirigenti pronti a vendersi per una lampada da 1.200 euro o un week end in un centro benessere: l'ennesima fotografia sullo stato della pubblica amministrazione italiana emerge dall'inchiesta della procura di Roma e della Guardia di Finanza che ha portato undici persone in manette tra funzionari e dirigenti del ministero delle Politiche Agricole e Forestali, oltre ad alcuni imprenditori, mentre gli indagati sono trentasette.
Degli 11 arrestati, sono finiti in carcere l'ex capo di gabinetto dei ministri Galan e Zaia, Giuseppe Ambrosio, soprannominato “Centurione” e considerato figura di spicco di tutta la vicenda; i dirigenti del ministero Stefania Ricciardi (moglie di Ambrosio) e Francesco Saverio Abate, il dirigente pubblico Ludovico Gay, il dirigente della Confederazione italiana agricoltori Alfredo Bernardini e l'impiegato del ministero Michele Mariani. Arresti domiciliari per il funzionario Luca Gaudiano, il direttore del Consorzio Parmigiano reggiano Riccardo Deserti, gli imprenditori Maria Claudia Golinelli, Luigi Cardona e Oliviero Sorbini.
Complessivamente, hanno accertato i finanzieri coordinati dal pm Stefano Fava e dall'aggiunto Nello Rossi, gli episodi di corruzione riguardano finanziamenti pubblici per oltre 40 appalti, per un totale di 32 milioni, erogati a 20 aziende nel periodo che va dal marzo del 2007 al maggio del 2011. In sostanza, i funzionari predisponevano e pilotavano i bandi di gara per favorire gli imprenditori ottenendo in cambio compensi di varia natura. Oltre al denaro, infatti, ai funzionari sono state pagate vacanze in Usa e Francia, soggiorni presso resort e centri benessere in Italia, garantiti stage e fatte promesse di posti di lavoro per parenti, amici, amanti e persino forniti generi alimentari e oggetti d'arredamento.