CONTRAFFAZIONE A TAVOLA : CONVEGNO DELLA CAMERA DEL COMMERCIO
Il fenomeno ruba 60 miliardi ai produttori italiani
Organizzato dalla Camera del Commercio Valdostana si terrà, il prossimo 29 novembre, un interessante convegno, sulle contraffazioni in genere e, nello specifico, alcuni interventi imperniati sul settore Alimentare. Presente il nostro Direttore, Ezio Mossoni, oltre alle Istituzioni di Controllo ( Nas, Gdf, ecc) e i consumatori. Sarà l’occasione per sottolineare come le contraffazioni a tavola sono quelle più temute dagli italiani con sei cittadini su dieci che le considerano addirittura più gravi delle frodi fiscali e degli scandali finanziari. La contraffazione alimentare vale in Italia 1,1 miliardi di euro che sale pero’ a 60 miliardi se si considera il fenomeno dei prodotti italian sounding, ma non l’italian tasting come ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti al Forum di Cernobbio dove è stata presentata una esposizione, dal parmesan al barbera bianco, dal provolone del Wisconsin ai pomodori san Marzano della California. A spaventare gli Italiani sono soprattutto gli effetti sulla salute delle frodi a tavola che si moltiplicano nel tempo della crisi soprattutto con la diffusione dei cibi low cost. La frode alimentare è un crimine particolarmente odioso perché si fonda soprattutto sull'inganno nei confronti di quanti, per la ridotta capacità di spesa, sono costretti a risparmiare sugli acquisti di alimenti. Oltre un certo limite non è possibile farlo se non si vuole mettere a rischio la salute. Sul mercato si trovano ad esempio oli di oliva venduti come italiani a prezzi che non riescono a coprire neanche i costi di raccolta delle olive e lo stesso vale per prosciutti o formaggi “spacciati” come nostrani o italiani senza esserlo. Gli ottimi risultati dell’attività di contrasto confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie troppo larghe della legislazione a partire dall’obbligo di indicare in etichetta la provenienza della materia prima impiegata, voluto con una legge nazionale all’inizio dell’anno approvata all’unanimità dal parlamento italiano ma non ancora applicato per le resistenze comunitarie. Un ritardo da colmare anche per contrastare il fenomeno dell’italian sounding all’estero che colpisce prodotti piu’ rappresentativi dell’identità alimentare nazionale come è stato evidenziato nei casi piu’ eclatanti di pirateria alimentare nei diversi continenti dove sono state scovate delle inquietanti aberrazioni, dallo “Spicy thai pesto” statunitense al “Parma salami” del Messico, ma anche una curiosa “mortadela” siciliana dal Brasile, un “salami calabrese” prodotto in Canada, un “barbera bianco” rumeno, il “provolone” del Wisconsin, gli “chapagetti” prodotti in Corea, una strana “pizza polla cipolla Basilicata” prodotta in Olanda e un preoccupante sugo “mascarpone e ruccola” prodotto in Svezia. Le denominazioni Parmigiano Reggiano e Grana Padano sono le piu’ copiate nel mondo con il Parmesan diffuso in tutti i continenti, dagli Stati Uniti al Canada, dall'Australia fino al Giappone, ma in vendita c'è anche il Parmesao in Brasile, il Regianito in Argentina, Reggiano e Parmesao in tutto il Sud America, ma anche Pamesello in Belgio o Parmezan in Romania.
Come ben si evidenzia dalle foto pubblicate nemmeno la nostra Fontina sfugge alla “regola” – naturalmente con danni di immagine al prodotto sia indiretti, in quanto i consumatori giudicano male un prodotto che non è quello che sono convinti di acquistare, e danni diretti ai produttori Valdostani e all’economia intera della Regione.
19 Novembre 2012
CONTRAFFAZIONE A TAVOLA : CONVEGNO DELLA CAMERA DEL COMMERCIO