22 Gennaio 2026
Coldiretti Valle d’Aosta – Ue, più controlli e stop alle importazioni sleali per difendere l’agricoltura di montagna

Coldiretti Valle d’Aosta - Ue, più controlli e stop alle importazioni sleali per difendere l’agricoltura di montagna

Anche la Valle d’Aosta oggi a Strasburgo, al fianco degli agricoltori europei, per una mobilitazione che mette al centro la difesa delle produzioni locali e la lotta contro le importazioni sleali che minacciano la sicurezza alimentare e l'equità del mercato agricolo europeo. Più di mille agricoltori, tra cui una delegazione valdostana, hanno partecipato al corteo che ha raggiunto il Parlamento Europeo, guidato dal Presidente Nazionale Ettore Prandini e dal Segretario Generale Vincenzo Gesmundo.

La deriva autocratica e ideologica imposta da Ursula Von der Leyen sta uccidendo l’agricoltura europea e mettendo a rischio la sovranità alimentare del continente. La Commissione ha il dovere di difendere le produzioni europee, i cittadini consumatori e la sicurezza del cibo. Se Von der Leyen non garantisce subito reciprocità, controlli e trasparenza nel commercio internazionale, deve lasciare il suo incarico e abbandonare subito le follie che ad oggi hanno contraddistinto la sua gestione antidemocratica.

La Commissione Von der Leyen ha trasformato l’agricoltura in un laboratorio ideologico gestito da tecnocrati che ignorano i territori produttivi, scaricano costi e vincoli sulle imprese europee e spalancano i mercati alla concorrenza sleale globale.

Coldiretti chiede anche trasparenza totale con origine obbligatoria in etichetta per tutti i prodotti e abolizione dell’inganno del codice doganale dell’ultima trasformazione.

Fermare le importazioni sleali di cibi che non rispettano gli standard europei – dichiara Elio Gasco direttore di Coldiretti Valle d’Aosta - e mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Le stesse regole che seguono le imprese agricole in Europa devono essere rispettate da chi vuole vendere da noi, da qualunque Paese voglia esportare qui. E servono più controlli, perché ora solo il 3% delle merci viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere”.

La nostra battaglia – continuano Gontier e Gasco - continuerà oggi, nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, finché non otterremo elementi chiari di trasparenza e di coerenza da parte della Commissione europea. Questo vale per il Mercosur, ma vale anche per tutti gli accordi futuri che verranno siglati: abbiamo la necessità di dare certezza e tutela al lavoro dei nostri agricoltori”.

 

 

Aosta, 20 gennaio 2026

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