In questi tempi di forte crisi regionale di risorse, la nostra Organizzazione ha incontrato a più riprese l’Assessore all’Agricoltura, Renzo Testolin, l’Assessore alle Finanze, Mauro Baccega, il Presidente della Giunta, Augusto Rollandin, e ha partecipato alla Audizione in II° Commissione Regionale, prima che il testo del bilancio andasse in aula.
Volevamo capire se la situazione è davvero così drammatica come sembrava da alcune notizie stampa, generate peraltro da una prima audizione in Commissione Regionale dell’Assessore all’Agricoltura e – poche ore dopo – dall’annuncio della Giunta di bloccare ogni aiuto a fondo perduto. Purtroppo la situazione è decisamente complicata, mentre scriviamo questo articolo il bilancio regionale per il 2014 pare assestarsi su poco più di un miliardo di euro a fronte di una spesa di circa 850mila euro che riguarda quella che è stata definita “la macchina regionale” dalla struttura, alla sanità, alle scuole ecc.
La matematica – molto semplice in questo caso – ci porta a considerare interventi per circa 150 milioni omnicomprensivi a disposizione di tutti i settori produttivi, cifra molto lontana dalle normali disponibilità. E’ evidente che di fronte a tali cifre la massima disponibilità ad intervenire sul settore agricolo che il Presidente ha definito “una opzione che deve essere mantenuta” potrebbe certamente non bastare, per attuale quanto auspicato ci vogliono i denari e non solo la buona volontà. Da una analisi più dettagliata del bilancio regionale pare, al momento della stampa, che la somma destinata al settore agricolo ammonti a circa 32 milioni, dieci dei quali utilizzati per le misure cofinanziate e altri 5 destinati alla chiusura di misure PSR avviate. E’ evidente che – nell’immediato – si dovrà procedere alla revisione della legge 32 – che peraltro è in scadenza a metà 2014 – con il taglio, o la riduzione, o la rimodulazione, degli aiuti a fondo perduto. Ma i problemi non si fermano qui: il bilancio – come noto - è triennale e sono previsti ulteriori tagli per gli anni futuri che porteranno i 17,2 milioni pronto cassa disponibili ( 32 meno 5 meno 10) a 13,4 nel 2016. Cifre rispetto alle quali si impone, sicuramente, una rivisitazione del sistema. Rispetto, quindi, ai 150 milioni complessivi disponibili, lamentarsi del fatto che 32 siano destinati all’agricoltura è, nello specifico momento, forse esagerato ma, a questo punto, aspettiamo la politica su una particolareggiata programmazione futura del settore attraverso iniziative ben specifiche e ben mirate. Programmazione alla quale siamo disponibili, come sempre, a dare il nostro contributo.
Chiaro che il patto di stabilità con lo Stato ferma e blocca le spese quando si arriva al limite consentito e già un anno fa la Regione ha comunicato che non avrebbe potuto pagare i fornitori per la fine 2012 proprio per questo motivo, facendo scivolare il pagamento all’inizio dell’anno nuovo. Ora, pare che gli aiuti agricoli per i quali era già stato preso l’impegno, (rassegne del bestiame su tutto) faranno la stessa fine per arrivare, secondo la mozione condivisa che il Consiglio Regionale ha approvato, non prima del marzo 2014. Sarà certamente una boccata di ossigeno indispensabile alla vita delle piccole imprese agricole ma, pur comprendendo le mille difficoltà, auspichiamo che – amministrativamente – si possa definire impegni precisi che vengano poi rispettati. Le imprese agricole devono programmare attività e investimenti soprattutto in funzione della certezza delle norme.
Detto questo e manifestando comunque la massima fiducia non solo nel Governo Regionale ma nell’intero Consiglio Regionale – ognuno attraverso i propri ruoli – non possiamo non sottolineare le parole dell’Assessore alle Finanze alla stampa: Egli ha infatti confermato che “nulla sarà più come prima” e non possiamo far altro che tentare di capire, il mondo è cambiato, anzi cambia in continuazione e certi sistemi che ci siamo potuti permettere non potranno più far parte del futuro.
Ci pare però il minimo chiedere alla politica che “nulla dovrà essere più come prima” tutti i giorni, e per tutti, anche nei rapporti con la burocrazia messa in piedi – principalmente – per un esasperato regime formale di controlli proprio in funzione degli aiuti e non ci riferiamo “solo” ai controlli sugli aiuti Comunitari, che non dipendono certo dalla Regione.
Se non ci saranno gli aiuti dovrà sparire anche quella “burocrazia cattiva” fine a se stessa come i mille lacci e lacciuoli che imprigionano oggi l’operatività di una impresa agricola. Assieme agli aiuti dovranno sparire procedure articolate e diventare più semplici e snelle con pochi controlli efficaci votati alla cultura del risultato, così come sosteniamo da tempo, contro la maledetta cultura delle procedure che servono a tener in piedi apparati che – proprio perché “nulla sarà più come prima” dovranno essere, anch’essi come parte della P.A., rivisti e corretti. Questo non per poca volontà di sottoporsi a controlli ma perché la cattiva burocrazia è un costo enorme per le imprese e, se mancheranno le risorse, perlomeno cerchiamo di far diminuire i costi, costi che dovranno diminuire, come detto, anche attraverso lo snellimento della macchina pubblica: oggi molti si occupano di poco mentre si dovrà arrivare a pochi che si occupino di molto così come accade nelle piccole imprese agricole, commerciali o artigianali che siano. Riteniamo infatti che questo momento di forte crisi potrebbe diventare un momento di positivo cambiamento epocale della gestione pubblica se si saprà armonizzare la mancanza di risorse con una reale e positiva ristrutturazione complessiva. E’ chiedere troppo ? ci pare che sia uno dei ruoli principali della politica, noi dobbiamo solo mungere le mucche ! BON TSALENDE E TREINA D’AN !
6 Dicembre 2013
IL PRESIDENTE AI SOCI: TRA CRISI E TAGLI BUON NATALE A TUTTI.