13 Maggio 2015
PSR – Siamo alla fase Finale ?

Una delegazione di Coldiretti composta dal Presidente Balicco, dal Direttore Mossoni e dal responsabile PAC, Noz, ha partecipato a due riunioni di partenariato per l’analisi delle osservazioni pervenute dalla Commissione Europea alla proposta del PSR della nostra Regione.
Le osservazioni pervenute dall’UE sono, purtroppo, legate a una scarsa considerazione, sempre presente a livello comunitario, delle specificità così tipiche dei nostri territori e della nostra agricoltura. Comprendiamo anche le difficoltà di chi deve procedere nelle trattative con chi, seduto ad una scrivania a Bruxelles, non conosce per nulla le realtà dei vari territori e agisce per pure linee teoriche.
Pia illusione ridurre la burocrazia, la teoria del controllo si fa sempre più pressante e nessuna misura può essere approvata se non si dimostra alla Commissione la possibilità di controllo, da parte della Regione, sulle misure stesse.
Abbiamo più volte sostenuto che il risultato finale della gestione del settore e del territorio – compreso l’ambiente – sono molto più importanti delle procedure utilizzate per ottenere il risultato stesso. Pochi controlli, ben indirizzati ed efficaci, ma se la gestione aziendale complessiva è buona, e con buoni risultati è inevitabile che le procedure adottate per arrivare a tale risultato siano buone anch’esse, ma questo vorrebbe dire cambiare completamente l’impianto della politica agricola dell’Unione ma anche dello Stato e della Regione.
Altra questione, invece, quella economica: i problemi legati alla gestione tecnica e alla burocrazia aumentano – necessariamente – perché le risorse destinate al PSR sono considerevolmente diminuite.
Il PSR vanta – complessivamente - i circa 139 milioni di euro della scorsa programmazione ma mancano i 50 milioni aggiuntivi che la Regione destinava quasi esclusivamente alle misure a superficie, denari che giungevano direttamente nelle tasche degli imprenditori e senza ulteriori mediazioni.
In particolare abbiamo segnalato quanto poco sia destinato agli investimenti, anche tenendo conto delle nuove procedure: 13 milioni (escluso i Giovani Agricoltori) su sette anni sono decisamente pochi, meno di due milioni all’anno non ci porteranno da nessuna parte, se non si incentivano gli investimenti vuol dire non avere ( e non dare) prospettiva di futuro.
Su tutto ciò grava – proprio alla luce delle osservazioni della Commissione – un ulteriore “taglio” perché, pur essendo dotata la Regione Valle d’Aosta di una normativa specifica, si è “obbligato” la Regione a reperire le risorse per l’espansione della “banda larga” e dei servizi informatici, proprio all’interno del PSR.
Siccome la “coperta” è sempre la stessa, per far fronte ai 5,8 milioni di euro (!) necessari al progetto di informatizzazione si è dovuto procedere a ulteriori tagli destinati ad altri capitoli, tagli che mettono a repentaglio, ormai non solo nelle zone più marginali, l’esistenza stessa del settore agricolo.
Avremo la banda larga a 10 megabit ma nessuno più che abiterà più quelle zone !