3 Aprile 2017
SDOGANATA LA FONTINA CANADESE

SDOGANATA LA FONTINA CANADESE
Con l’accordo internazionale CETA

L’ Europarlamento ha approvato il CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement), un accordo commerciale tra Canada e Unione Europea. L’accordo è, naturalmente, bilaterale ma a causa della normativa europea ( e italiana in particolare) relativa alla tutela delle materie prime e delle produzioni di qualità sembra essere fortemente sbilanciata a favore del Canada che potrà veicolare – in Europa – anche prodotti provenienti anche dagli USA e dal Messico. Se poi mettiamo sulla bilancia le dimensioni complessive è facile immaginare che l’accordo sarà conveniente soprattutto per il Paese Nord Americano tanto da far commentare al Presidente Nazionale della Coldiretti, Roberto Moncalvo “Un grande regalo alle grandi lobby industriali che nell’alimentare puntano all’omologazione e al livellamento verso il basso della qualità.” Nel dettaglio riceveranno protezione nel Paese dell’acero un elenco con 171 prodotti ad indicazione geografica dell’Unione Europea tra cui figurano solo 41 nomi italiani rispetto alle 289 denominazioni Made in Italy registrate. Brutta sorpresa per la nostra Fontina, infatti la denominazione “Fontina” è considerata, in Canada, “generica” assieme a Asiago, Gorgonzola e al termine “Parmesan”, pertanto i produttori canadesi potranno continuare a produrre “Fontina”, dovranno solo aggiungere l’indicazione “Made in Canada”. Non c’è dubbio che per le indicazioni geografiche sia di fatto mantenuta e ratificata una situazione di ambiguità che rende difficile ai consumatori distinguere il prodotto originale ottenuto nel rispetto di un preciso disciplinare di produzione dall'imitazione di bassa qualità. L’ accordo interviene su una situazione già fortemente compromessa in cui almeno il 90% per cento dei formaggi di tipo italiano consumati in Canada sono in realtà di produzione locale, dal pecorino friulano al Romano cheese, dal Romanello al Crotonese, dalla Fontina appunto, fino alla scamorza e al Parmesan. La situazione è anche peggiore per i salumi ed in questo senso la storia del prosciutto di Parma Dop, è esemplare. La denominazione da diversi decenni è stata usurpata dalla società Maple Leaf Foods, la più grande industria alimentare canadese, che ha registrato il marchio "Parma" e quindi può regolarmente commercializzarlo. La conseguenza – conclude la Coldiretti - è che il vero prosciutto di Parma Dop non può essere al momento venduto in Canada ma per essere comunque presente su quell'importante mercato, il prodotto italiano viene commercializzato con il nome "Prosciutto originale", e sugli scaffali dei negozi si trova acconto al "Parma" canadese, senza poter portare il suo vero nome. Ma soprattutto si crea una concorrenza sleale nei confronti del vero Made in Italy in cui perde l’agricoltura italiana che - conclude Moncalvo - ha fondato sulla distintività e sulla qualità la propria capacità di competere. Il rammarico è di vedere la denominazione “Fontina” sempre più conosciuta, diffusa e famosa nel mondo, mentre i produttori dell’unica “Fontina DOP” non vedono remunerato a sufficienza il proprio lavoro e il valore aggiunto legato alla denominazione si perde tra mille mani meno che in quello che dovrebbero detenerlo.